I Rutuli, narrati da Virgilio nell’Eneide, popolo dell’Italia centrale che abitava le coste del
Lazio, erano insediati in una porzione di territorio che aveva Ardea come capitale.
Gli scavi dimostrano una vita estesa e fiorente per tutto il territorio dall’Età del
Bronzo avanzato/Finale fino all’età imperiale (almeno dal 1200 a.C. fino oltre il
V secolo d.C., attraversando Età Medioevale, Moderna e Contemporanea,
come dimostra la stratigrafia e la continuità dell’abitato sui pianori urbani,
dall’Antichità all’Epoca attuale). Per quanto riguarda l’Ipogeo, il tipo di pavimento ad
opus signum (cocciopesto per rivestimento impermeabile),
probabilmente indica la presenza di un ninfeo romano, con la consacrazione a
qualche divinità del sottosuolo o delle acque, considerata l’attestazione di un
pozzo scavato nella roccia.

Convertito in luogo di culto cristiano, forse nell’ambito
del V secolo d.C. (non lontano dalle contemporanee testimonianze dei vicini
Colli Albani, quali le catacombe di S. Senatore ad Albano) è associato anche al
culto di santi guerrieri, come quello recentemente ipotizzato di San Michele
Arcangelo, essendo presente una raffigurazione di due cavalieri affrontati e
muniti di lancia. Al Medioevo (intorno al XII secolo) è documentata una fase di
affreschi di scuola bizantina, riferibile ai monaci benedettini di San Paolo, già
insediati sulla Rocca/Acropoli nell’Alto Medioevo, tra il VI e X secolo.

È probabile che l’ambiente dell’Ipogeo divenne una
cripta di una chiesa costruita sul terreno sovrastante, poi demolita quando il sito
perse la destinazione sacra per fini colturali.
In prossimità dell’Acropoli (oggi centro abitato più noto con la
denominazione di ‘Rocca’), nell’area della vecchia civitas è posto uno dei
complessi archeologici più interessanti del Lazio.

Il sito fu scoperto casualmente nel 1964.Secondo alcuni studiosi è tra le prime
testimonianze nel Lazio di attività culturale paleocristiana, sia per l’uso
precoce di precedenti strutture romane che per le splendide
testimonianze che attestano la continuità di culto in Età
Altomedioevale. Si tratta di uno ambiente decorato con affreschi,
interamente ricavato in uno spazio ipogeo. Non ci sono studi di dettaglio
circa la destinazione d’uso precedente la fase di culto
paleocristiano-medioevale: la pianta, stando alla struttura con corridoio
centrale e banchine, fa pensare alle strutture di deposizione funeraria
d’epoca medio repubblicana (IV-III sec. a.C.) identificate nel territorio
ardeatino (cfr. Valle Carniera).

D’altra parte la presenza di condotti per l’acqua (canale che attraversa
trasversalmente l’ipogeo) richiama una destinazione con finalità di
cisterna risalente al primo insediamento rutulo, a ridosso
dell’aggere di Casalazzara. Ipogeo Oratorio Cristiano
La volta dell’Ipogeo è decorata da stucco alabastrino ad imitazione delle pietre di
fiume su rocce tufacee, conservata, col grande fiorone a decorazione del soffitto,
anche nelle fasi di culto cristiano. L’intonaco dell’ultima pittura è ancorato su
un supporto di malta romana, successivamente alla rimozione di
precedenti iconografie di stampo pagano.

Nel vano absidale è la raffigurazione cristiana della Madonna in Trono con il
Bambino tra due figure femminili, che potrebbero rappresentare delle Sante
protettrici o forse, sempre sul piano di ipotesi, le personificazioni delle virtù di
Benedizione e Grazia.
Sul pilastro destro possiamo notare la raffigurazione di un personaggio maschile
identificabile con San Giovanni Battista (abbigliato di pelle animale), mentre al
centro della volta compare l’Agnus Dei.
Sul pilastro sinistro è invece raffigurato il Cristo Pantocratore a mezzo busto. All’interno dell’Oratorio Cristiano Ipogeo si trovano raffigurazioni di grande interesse per la storia del territorio in ambito medioevale: un esempio è costituito proprio dall’affresco dei due cavalieri, forse
nell’atto di trafiggere un drago; per l’uno è stata attribuita l’identificazione con San
Giorgio, mentre per l’altro si è pensato ad un San Demetrio o San Teodoro. Il sito,
restaurato nel 2011, è una rara e preziosa testimonianza iconografica del
cristianesimo medioevale nell’ambito del Lazio costiero a sud di Roma..

Si organizzano in collaborazione con la Pro Loco Ardea APS visite per ammirare le bellezze di questo sito archeologico.
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